Ciclismo - Preparazione al Ciclismo

Per un ciclismo pulito
di Gian Marino Martinaglia

Ha detto bene un ciclista di mezza età che saliva sul Mortirolo per vedere il Giro: "quello che è successo - cioè l'esclusione di Pantani dopo il controllo a tutela della salute - fa bene al ciclismo, ai genuini come noi!". 

Perché mai parlare di momento nero per il ciclismo? E' nero per chi vede il suo mito rivelarsi un poco più artefatto, è nero per i giornalisti che si sono sbizzarriti nell'enfasi di quelle gesta, nero per il pubblico che se n'è eccessivamente esaltato. Per me è l'insperato puntino sulla "i" che tenta di riportare ad una dimensione più umana tutto il business che ruota attorno al ciclismo professionistico e non solo. 

Qualcuno ha detto che quel Pantani che saliva come una motocicletta forse aveva il motore truccato. 

Molti non vorranno crederci, si contesteranno gli esami e la tesi secondo la quale superare il 50% di ematocrito può essere pericoloso. Eppure anch'io con il mio 46% da allenato e discreto scalatore "amateur", capisco che il 50% rappresenta già un limite andino e non credo proprio lo si possa raggiungere con una dormita a Madonna di Campiglio. I valori normali si situano attorno al 46/47% per soggetti in forma. Anche se risulta per ora difficile trovare la sostanza colpevole, é quasi sicuro che sia un sintomo di manipolazione sanguigna (con la quale si può anche far scendere il livello d'ematocrito, come conferma il ciclista Menthoeur nelle sue confessioni). Ma molto più semplicemente sono state violate le regole fissate per tutti i corridori. E' l'occasione di ritrovare credibilità per l'UCI, cui rimane ancora molto da fare se vuole riportare questo sport agonistico entro una dimensione umana: per es. eliminando l'esasperata categoria U23 per tornare ad un sistema di punteggio che permetta un passaggio graduale nel mondo dei prof, tornando a valorizzare il mondo dilettantistico e le sue qualità genuine. Per difendere quest'etica sportiva è giusto che si effettuino test anche a sorpresa e durante le corse a tappe e che attraverso le multe salate si finanzino pure prevenzioni e controlli in tutte le altre categorie e manifestazioni. 

L'assistenza medica così come le risorse finanziarie possono restare determinanti per darsi battaglia ma nel modo più leale e sano. Il test Conconi applicato in allenamenti mirati, abbinato con un'alimentazione e una cura della salute del corpo sono vie interessanti e impegnative. In uno dei pochi sport dove la fatica e la resistenza conservano ancora i loro tratti epici c'è ancora terreno su cui le squadre potrebbero costruire e sperimentare propri modelli vincenti. La via dell'EPO mi pare una bella e comoda scorciatoia il cui prezzo lo lascerei valutare al tempo. Con le sperimentazioni attuali in campo astronautico si cerca di produrre nuove sostanze invisibili per arricchire artificialmente l'ossigenazione del sangue. Questi prodotti fanno ora ancor di più la differenza rispetto alle sostanze dopanti di qualche decennio fa e trovano subito un potenziale mercato. Nel meccanismo perverso d'interessi che si autoalimenta col successo decretato dal pubblico, col valore di mercato di un mito fabbricato, con gli ingaggi che aumentano e con il giro d'affari medico-farmaceutico, il mercato non fa differenza fra un professionista o un cicloamatore con un po' di denaro da spendere: ma la salute è in gioco per entrambi! Non posso condividere il parere di chi vorrebbe lasciare via libera a qualsiasi esperimento e manipolazione che sarebbero giustificati e "sotto controllo" per i professionisti. Non ha più senso allora parlare di sport, dove sarebbe la competizione umana? Qualche anticipazione di scenari l'abbiamo vista: corse senza possibilità di fughe o che si risolvono negli ultimi 2-3 km di salita fatta a velocità impensate da ciclisti con tanto di équipe medica al seguito ma che non amano fastidiosi controlli esterni. Dove sta il limite nell'assistenza medica? Lo dirà il tempo, lo dice l'anziano che inforca ancora con tenacia e perizia le due ruote pensando ai miti sbiaditi, senza macchia e senza tempo del Girardengo cantato da Francesco.

di Gian Marino Martinaglia
e-mail: gianmarino@freesurf.ch
url: http://utenti.tripod.it/gianmarino/ 

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