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Frattura del femore

Nel febbraio del 1998, a seguito di una caduta dalla bicicletta (sono ciclista e gareggiavo nelle categorie amatoriali) mi fratturai il collo del femore dx. Venni operato e mi fu applicata una placca con chiodo e viti che non ho ancora tolto. Dopo la riabilitazione durata qualche mese incomincia a frequentare la palestra per il potenziamento e il recupero della massa muscolare della coscia destra che nel frattempo si era ridotta notevolmente e dopo circa 8 mesi di dura fatica, scoraggiato da scarsi risultati decisi di mollare. Dopo un mese di totale inattività ripresi ad allenarmi con la bicicletta, cercando di spingere maggiormente con la gamba destra ma la massa muscolare anche in questo caso non aumentava. Mi fu consigliato di provare con sedute di elettrostimolazione alternandole con le uscite in bicicletta. Sinceramente con questa pratica qualche miglioramento c'è stato, nel senso che ho acquistato un pò più di forza rispetto a prima ma la coscia destra rimane sempre più magra rispetto alla sinistra di circa 1,5/2 cm. di circonferenza.

Le chiedo se mi devo rassegnare a questa situazione o mi può consigliare come rimediare.

R: 

Non si deve rassegnare assolutamente, anzi. In un caso come il suo è molto importante la personalizzazione del programma, la metodicità di esso, la costanza nello svolgerlo e la qualità dei materiali impiegati. 

Se lei fosse un mio paziente le farei innanzitutto un test isocinetico dal quale esce un quadro completo della sua situazione muscolare paragonata alla gamba sana (la misura con il metro la ritengo in questi casi troppo empirica) e questo test lo ripeterei ad intervalli regolari per valutare gli sviluppi del lavoro. Come lavoro sono d'accordo sull'utilizzo della elettrostimolazione, a patto che venga fatta con apparecchi idonei (in modo particolare "Compex"), aggiungerei anche un programma con isocinetica ed un programma di riabilitazione propriocettiva per fare in modo che la gamba infortunata riprenda la sensibilità originale e non venga più considerata dal resto del corpo come una cosa estranea ostacolando così un recupero completo. La consiglio inoltre di lavorare anche sul gluteo, che è molto importante in un infortunio come il suo. 


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Ha risposto ai quesiti medici, nei limiti imposti da una consulenza tramite internet, il fisioterapista Corrado Ballarini che gestisce un centro di riabilitazione dello sportivo a Rimini.

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