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Dolore al calcagno

Ho 27 anni, altezza 1.84 per 78 chili di peso.
Alle mie spalle ho un passato da calciatore professionista a livello di serie C1 e C2.
Nella mia purtroppo breve carriera ho riportato numerosi infortuni che mi hanno costretto a lasciare il professionismo precocemente.
In cinque anni ho riportato due lesioni meniscali ad entrambe le ginocchia e ancora la rottura completa del legamento crociato anteriore.Sono stato operato e sempre con successo,potendo così ritornare al calcio giocato.
Purtroppo ormai da un anno e mezzo soffro di un dolore acuto al calcagno del piede dx che mi impedisce completamente di allenarmi.L'ecografia ha evidenziato un borsite retrotendinea infiammata.D'accordo con il mio ortopedico ho subito una nuova operazione di toeletta tendinea e scarificazione.Oggi però a distanza di tre mesi dall'intervento nessun miglioramento,anzi il dolore e forse anche peggiorato.Il chirurgo sostiene che tutto rientra nella normalità perche' in sala operatoria ha lavorato sull'osso con lo scalpellino.Ti chiedo allora se tutto questo e' NORMALE e se potrò guarire.Che cosa mi consigli altrimenti ? E'un problema superabile o dovro' lasciare perdere anche una semplice corsa o una partita con gli amici ? Grazie ancora e tanti saluti.

 

R: 

Prima di risponderti mi avrebbe fatto piacere sapere se il tuo è un caso di morbo di Hoglud (si tratta di una esostosi nella ragione retro calcaneare), e se sei stato operato per quello, per una tendinite o per la borsite.
Per rassicurarti in ognuno di questi casi si recupera completamente (anche se le complicazioni esistono sempre).
Dalle tue parole però penso si tratti proprio del primo caso, nella mia esperienza ho trattato una decina di casi analoghi e direi che tutti hanno avuto un buon recupero anche se solamente un paio di questi erano sportivi praticanti.
Se il tuo ortopedico ti ha assicurato che l'intervento è riuscito si tratta solamente di dare tempo al tempo e di rispettare i protocolli riabilitativi. Concentrati sulla riabilitazione ed esigi il maggior dettaglio sul programma da svolgere. Cerca di essere il più graduale possibile sugli sforzi, in modo particolare sul lavoro del polpaccio (il suo tendine si va ad inserire proprio dove ti hanno "lavorato", ed ogni contrazione è un trauma). Devi riadattare la zona infortunata con la maggiore gradualità possibile. Aiutati con la piscina dove puoi fare lavori scaricando la zona per poi, giorno dopo giorno, lavorare immerso sempre meno in modo da cominciare a caricare sulla zona ma sempre con la famosa gradualità. In acqua simula anche la corsa ed i balzi. Elasticizza più che puoi il tendine e fai tantissima rieducazione propriocettiva.
In ogni caso mi farebbe piacere sapere in dettaglio quello che ti è stato fatto.


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Ha risposto ai quesiti medici, nei limiti imposti da una consulenza tramite internet, il fisioterapista Corrado Ballarini che gestisce un centro di riabilitazione dello sportivo a Rimini.

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