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Dolore al polpaccio
 

A settembre dello scorso anno, dopo un uscita in mountain bike, nello svestirmi sentivo un dolore lancinante al polpaccio , vicino al ginocchio, che mi impediva in seguito di piegare la gamba.
Prontamente il medico curante mi faceva fare un'ecografia dalla quale risultava: "non evidenti lesioni muscolo-tendinee ma una tromboflebite intramuscolare al gemello mediale, superiormente". Seguiva una visita dello specialista che non rilevava detta tromboflebite e mi rimandava ad un successivo esame di eco-color-doppler che risultava essere negativo. Nel frattempo un "Fisiatra" mi prescriveva una serie di applicazioni radar che mi  provocavano ancora più dolore.

1^ visita ortopedica, diagnosi :Tendinite "Zampa d'oca" al ginocchio; terapia: Ionoforesi; risultati: all' 8^ seduta non camminavo più, accusavo un fortissimo dolore alla rotula e continuava il dolore al polpaccio dove al tatto si sentiva sempre una sorta di nodulo che alla compressione procurava dolore.

2^ visita ortopedica, diagnosi: Riacutizzazione strappo tricipite polpaccio dx; terapia: Celebrex 200 x 20 gg. e calza contenitiva di 1^ grado; risultati camminavo un po' meglio ma il dolore e il nodulo erano sempre lì. Nel frattempo avevo provveduto a farmi fare una RM dalla quale emergeva "Trauma degenerativo al menisco mediale". Effettuata Artroscopia, asportazioni piccola parte di cartillagine, menisco mediale. Riabilitazione: Risultato ad oggi :" POLPACCIO DOLORANTE, NODULO, TENDE A FARE PIU' MALE DOPO ESSERE STATO A LUNGO IN PIEDI, NON RIESCO NEPPURE A FARE LA CYCLETTE" dulcis in fundo, ho ripreso 14 Kg, attualmente peso 93 kg. e sono alto 1,75, nutro il GRANDE desiderio di riprendere le mie escursioni in mountain bike. 
 

R: 

Dal tuo racconto penso che tu sia stato vittima di qualche errore e che il menisco rotto fosse già li da tempo. Probabilmente la diagnosi azzeccata era quella della prima eco che parlava di tromboflebite o comunque di qualcosa nella zona che hai sentito male. Il mio consiglio è di capire quale è la natura di quel nodulo di cui parli e del quale non mi pare che ti sogni rivolgendoti ad un bravo chirurgo vascolare. Dalla sua risposta dipenderà la direzione da prendere, nel senso che se il nodulo è la cicatrice di uno strappo che non è stato visto bisognerà cercare di elasticizzarla con l'aiuto di terapie e di tecniche valide (ipertermia, onde d'urto, ecc), se il problema è vascolare si
seguiranno le indicazioni dello specialista.
 


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Ha risposto ai quesiti medici, nei limiti imposti da una consulenza tramite internet, il fisioterapista Corrado Ballarini che gestisce un centro di riabilitazione dello sportivo a Rimini.

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