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Ernia discale

Ho 29 anni sono alto 1,83 ed il mio peso varia normalmente tra i 68 ed i 72 kg a seconda dello stato di forma atletica. Mi alleno e gareggio assiduamente in bici da circa quattro anni (ho cominciato a pedalare circa sei anni fa quando pesavo oltre 85 kg). Quest'anno per motivi di lavoro ho dovuto chiudere la stagione agonistica a metà settembre con alle spalle circa 50 competizioni (la maggior parte delle quali concentrate st nel periodo estivo) e un buon numero di Km di allenamento (non conosco il numero esatto poiché ho sempre pianificato gli allenamenti in base al tempo e non hai km percorsi). Di tanto in tanto soffrivo di dolori alla schiena (zona lombare sia dx che sx) sia dopo le competizioni in mtb (circa 10 sul totale) e gli allenamenti più intensi (oltre le 4 ore). Verso la meta di ottobre ad attività fisica completamente ferma sempre per motivi di lavoro i dolori si sono rifatti vivi senza alcun apparente motivo ed hanno cominciato ad interessare anche la gamba sx. Quando sono giunti al limite della sopportazione ho consultato il mio medico curante, e verificata la quasi totale inefficacia di una terapia antinfiammatoria per via orale ed essendo fortemente sospetta la presenza di un ernia discale ho deciso di fare un esame TC. L'esito è il seguente (alla lettera): "ernia discale mediana paramediana sx con tendenza all'impegno del forame fra L4 - L5". 

Volevo domandarle, in base alla Sua esperienza ed alla casistica in generale, quale sia la strada più indicata da seguire per ottenere innanzitutto una attenuazione del dolore e successivamente (se possibile) la riabilitazione sportiva.

R: 

L'ernia discale, anzi più correttamente le conseguenze alle quali può portare una ernia discale, si possono affrontare in due modi: conservativamente, cioè con la riabilitazione, oppure chirurgicamente.
La scelta è in funzione della gravità (perdita di forza all'arto colpito, blocchi, ecc.) e comunque è affidata allo specialista. la tendenza generale è comunque quella di provare con la riabilitazione anche perché con l'introduzione della rieducazione posturale si sono ottenuti grandi progressi.
Personalmente interverrei nel seguente modo: 
- terapia fisica (laser, ultrasuoni, tens, magnetoterapia) e terapia medica per alleviare la sintomatologia dolorosa
- Rieducazione posturale per ritrovare il giusto assetto, così facendo diminuiranno i carichi in quella parte della colonna dove si è venuta a creare la sofferenza discale.
In ogni caso il tutto è da farsi sotto un attento controllo medico.


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Ha risposto ai quesiti medici, nei limiti imposti da una consulenza tramite internet, il fisioterapista Corrado Ballarini che gestisce un centro di riabilitazione dello sportivo a Rimini.

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