Condropatia e dolori all'anca
Mi è stata riscontrata una condropatia femoro rotulea 3 anni fa, dopo anni e anni di "sono solo dolori della crescita!". Entrambi i medici che mi hanno diagnosticato questa malattia ( radiografie e risonanza magnetica) hanno suggerito un intervento di riallineamento osseo da fare entro breve poiché secondo loro già troppo problematico.Accuso dolori fortissimi e costanti e pure in costante peggioramento in questi ultimi mesi, tanto da aver dovuto smettere di praticare sport, equitazione, nuoto e ciclismo a livello amatoriale.Soprattutto quest' ultimo mi è stato proibito per una forte infiammazione dell' anca dovuta, secondo i medici ,alla mia condropatia.Se non ho ancora accettato di fare questa operazione è per la lunga degenza post operatoria e per i fortissimi dolori a cui i medici mi hanno preparato.Ho tentato per lungo tempo terapie chimico farmacologiche, omeopatiche, seduta dal fisioterapista, ginocchiere, ma senza nessun miglioramento e senza bloccare il decorso del mio problema. Vorrei un ulteriore parere e consiglio prima di rassegnarmi a questo intervento, è davvero possibile che l' anca ogni volta che salgo sulla mia bici mi faccia urlare? é davvero legato alla mia condropatia? Dopo tale operazione potrò tornare in sella? Le ricordo che ho 24 anni,sono alta1.81m e peso 67 kg.
R:
Partiamo dai dolori all'anca: è possibile che dipendano dal problema della rotula in quanto causati da una alterazione del normale equilibrio muscolare, anche questo probabile causa del problema della rotula. Infatti quando si entra in questo vortice ci si trova un pò come il cane che si morde la coda o come tirare una coperta corta. Personalmente il io consiglio, visto anche la tua giovane età, è quello di provare con un programma serio (metti in preventivo due, tre mesi di lavoro nei quali soprattutto non ti devi aspettare di vedere i risultati il giorno dopo), basato sul potenziamento muscolare fuori dagli angoli di dolore. Nel mio centro eseguiamo un protocollo articolato con compex sul vasto mediale, isocinetica fra i 50 ed i 90 gradi di flessione ad alte velocità e potenziamento isotonico ed isometrico sempre fuori dagli angoli di conflitto. Stretching ed esercizi di rieducazione posturale, terapia anti infiammatoria fisica (laser, ultrasuoni, magneto terapia). Il tutto monitorato da periodici test isocinetici dai quali possiamo stabilire i gradi nei quali la rotula non lavora bene ed impostare così il
programma idoneo. Se questo lavoro non ti da risultati allora prendi in considerazione l'intervento, anche se mi sembra strano che non ti abbiano parlato del relese del legamento alare che l'intervento che si esegue prima della trasposizione tendinea.
Ha risposto ai quesiti medici, nei limiti imposti da una consulenza tramite internet, il fisioterapista Corrado Ballarini che gestisce un centro di riabilitazione dello sportivo a Rimini.
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