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Sindrome rotulea

Sono alto 176 cm, peso 62 KG e ho ventisette anni.
Da circa due anni soffro di "sindrome rotulea" al ginocchio, diagnosticatomi da un ortopedico.
Per tre anni ho praticato attività atletica a livello semi-agonistico non riscontrando mai problemi alle articolazioni (a parte qualche infiammazione al muscolo tibiale).
Praticavo circa 3-4 allenamenti la settimana con sedute in palestra.
Proprio durante un inverno di buon allenamento (in quel periodo eseguivo degli esercizi di sqaut e balzi con bilanciere) ho cominciato ad accusare dolori al ginocchio!
A quel punto ho cominciato a mettere dei cerotti antinfiammatori pur non rinunciando agli allenamenti (xme era molto importante perchè sarebbe stata la stagione di qualche buon risultato).
Quando però dopo due mesi il problema sembrava peggiorare ho rinunciato e mi sono fermato completamente (anche xchè non avevo idea di cosa fosse).
Quindi ho fatto raggi X e TAC (dando risultati negativi).
Poi mi sono fatto visitare da un ortopedico che subito mi ha diagnosticato questa "sindrome rotulea" prescrivendomi come terapia : 1-nuoto no rana,2-stretching del muscolo femorale,-3 sedute di elettrostimolatore, il tutto da 3 a 6 mesi.
Io da bravo alunno ho seguito alla lettera la terapia indicatami e devo dire che da subito (c.ca un mese) ho visto dei risultati.
Ora mi rendo conto che la mia rotula anche a vista d'occhio non è allineata come credo dovrebbe, infatti 3 settimane fà mi sono permesso di andare a correre x c.ca 30 min. e come x magia mi si è presentato quel dolore fastidioso.
Spero di non essere stato troppo noioso, credo che Lei più informazioni ha e meglio possa valutare.
Solo un'ultima cosa volevo chiedere, posso praticare MTB e windsurf, e dovrò ricorrere ad una operazione?

R: 

Questo tipo di problematica, come si nota dalla frequenza dei quesiti, è molto frequente, soprattutto in chi fa attività sportiva. Si tratta del non perfetto allineamento della rotula sul femore che durante la flessio-estensione si traduce in uno sfregamento eccessivo delle superfici cartilaginee, aggravato dalle forze sviluppate dal quadricipite durante l'attività sportiva. Il trattamento di questa patologia può essere di tipo conservativo o chirurgico. La prima via è sicuramente la più praticata, sia perché da buoni risultati ed anche perché prima di arrivare all'intervento è giusto e logico provarci.
Il trattamento conservativo è basato soprattutto sul rinforzo muscolare del quadricipite, ed in particolare di quella parte di quadricipite che stabilizza la rotula, naturalmente in base ai singoli casi prima di procedere nel trattamento in genere si fanno anche cicli di terapia fisica anti infiammatoria (laser, ultrasuoni, ecc.).
Per esperienza personale il programma può dare risultati solo se viene fatto con costanza, con i giusti carichi di lavoro, con progressione e per un periodo di tempo che può variare da uno a tre mesi. Faccio fatica a dire se nel tuo caso la terapia non è servita o è stata fatta non nel modo migliore, ti posso solo dire che la migliore strada per risolvere il tuo problema è quella che ho appena descritto e che ti riassumo:
- terapia fisica anti infiammatoria (laser NyCd o Co2, ultrasuoni, tecarterapia, ecc.)
- potenziamento muscolare fuori dai gradi di conflitto della rotula e di dolore (compex, isocinetica dopo un test ad alta velocità, propriocettiva)
- riequilibratura posturale
- mantenimento costante dei risultati


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Ha risposto ai quesiti medici, nei limiti imposti da una consulenza tramite internet, il fisioterapista Corrado Ballarini che gestisce un centro di riabilitazione dello sportivo a Rimini.

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