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Bici e problemi psicosomatici

Ho la passione per la bicicletta da quando ero bambino e ho partecipato anche a qualche gara professionistica su strada. Verso i 15 anni sono stato costretto a fermarmi per esigenze di studio e poco tempo, ma ho continuato a esercitare la mia passione a livello amatoriale.
Da un anno a questa parte avverto grossi affaticamenti ai polpacci accompagnati da fastidiose fibrillazioni o fascicolazioni che dir si voglia. Il problema è che queste manifestazioni non sono presenti solo sotto sforzo(anche se sono più accentuate), ma continuano con ritmo alterno anche se sono fermo o non faccio particolari sforzi(anche mentre sono coricato prima di dormire). A volte si manifestano anche in altri muscoli del corpo(braccia,spalla ecc.) ma con molta minor intensità e frequenza. Nei polpacci sono pressoché continue e ininterrotte. Non mi sembra che questa problematica influisca sulle prestazioni, nel senso che riesco a comportarmi sportivamente esattamente come prima. Percepisco però i muscoli contratti e un maggior affaticamento. come se fossero "legati". Ho fatto alcune visite neurologiche che hanno escluso qualsiasi complicazione rilevante (elettromiografia, esami del sangue,cpk,acido lattico,tiroide ecc.). L'idea dei medici è quella di un disturbo psicosomatico dovuto a stress e ansia(premetto che sono estremamente ansioso e molte delle cause di alcuni miei malesseri sono assolutamente psicosomatiche) e il consiglio è quello di aspettare che passi da solo. Purtroppo però, il disturbo non ne vuole sapere di andarsene e anche se fino ad adesso non mi ha condizionato particolarmente a livello atletico(a parte il fastidio..come un qualcosa che ti batte continuamente sul polpaccio), mi condiziona immensamente a livello psicologico, tanto che a volte sento la gamba molle e ho paura di non poter più salire in bicicletta in futuro!!! ha mai incontrato una situazione simile alla mia?

R: 

Di problemi psicosomatici ne incontro quotidianamente a livelli "industriali", io stesso soffro di alcune contratture alla zona cervicale quando sono sotto stress, il mio consiglio è questo: la bici deve diventare la cura e non la causa del problema, cerca di usare la bici per "scaricarti", dimentica l'aspetto agonistico e fai privilegiare quello ciclo turistico inserendo percorsi o mete che esaltino questo obiettivo. Nel mio caso ha funzionato, infatti mi sono avvicinato alla bici per questo motivo ed ho trovato la mia più grande valvola di sfogo, anche se un occhio al cronometro per vedere se i tempi vanno meglio ogni tanto lo butto!


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Ha risposto ai quesiti medici, nei limiti imposti da una consulenza tramite internet, il fisioterapista Corrado Ballarini che gestisce un centro di riabilitazione dello sportivo a Rimini.

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